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La crisi offre nuove opportunità

Alcuni giorni fa l’ imprenditore George Soros ha detto al giornale Financial Times: “la odierna crisi segna la fine dell’ era dell’ espansione del credito basato sul dollaro come moneta internazionale di riserva”.
Dopo gli attacchi di settembre 2001, le banche centrali più importanti del mondo decisero in modo unanime di diminuire i tassi d’ interesse e attualmente gli unici paesi che si sono uniti al piano statunitense sono stati le banche del Canada e dell’ Inghilterra.
La strategia congiunta usata dalle Banche Centrali dopo la catastrofe del 2001 è stata evitare lo sgretolamento della valuta dollaro. La differenza è che la ragione per cui lo facevano era l’ attacco terrorista.
Oggi, da fronte a uno scenario simile riguardo al rischio di caduta dell’ attività economica e il crollo della valuta dollaro, il consenso delle banche non è lo stesso che in quel momento. La mancanza di consenso che c’è tra le banche si deve a un denominatore comune, l’ inflazione, un flagello che soffre l’ economia mondiale.
La maggior parte dei paesi del mondo sviluppato e non, convivono con una incomoda situazione in materia inflazionaria, questo fa sí che le diverse monete perdano il proprio valore. Però senza dubbi quella più pregiudicata è la valuta dollaro che durante questi ultimi anni è stata deprezzata da fronte alle altre monete.
La negativa della maggior parte delle banche è continuare la politica della Fed (Riserva Federale degli Stati Uniti) diminuendo i tassi d’ interesse, indebolisce ancora di più la valuta dollaro però porta anche effetti collaterali, come per esempio, che gli investitori e le riserve in dollari incomincino a diversificarsi, prodotto del crollo della valuta dollaro.
In Europa, il Preside della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet, insinuò che la politica monetaria continuerebbe a dare priorità al controllo dell’ inflazione sulla caduta della crescita economica. Questo non soltanto rende complessa la situazione degli esportatori che vedono come l’ euro cresce davanti al dollaro, ma anche come il panorama del dollaro si complica, deprezzandosi da fronte alla maggior parte delle valute del mondo.
Mentre gli interessi siano più alti in altri mercati, il rischio continuerà, ciò nonostante questo sembra non interessare alle autorità della Casa Bianca e della Fed perché oggi sono preoccupate per reattivare il consumo e l’ investimento per evitare una grande recessione.
I movimenti economici indicano che le regole del gioco cambiano continuamente fino ad arrivare ad un punto nel quale si stabilizzerà e ritornerà una situazione di equilibrio, dove le forze del mercato tornino a funzionare. Malgrado ciò, la soluzione sembra lontana, e per tanto, i mercati borsistici vedono in alcuni casi un panorama scuro; e in altri, uno scenario opportuno per investire, approfittando della debolezza della valuta dollaro e del rinvigorimento di altre monete.


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