Il tipo di cambio e il deficit commerciale
Le teorie economiche dei pensatori dei secoli scorsi hanno perdurato nel tempo e nessuno può negare che attualmente continuano in vigore. Questa situazione persiste perché il funzionamento del mercato continua a basarsi nel semplice gioco dell’ offerta e la domanda, che varia a seconda dell’ azione degli attori che ne partecipano.
Le fluttuazioni nei tipo di cambio sono il risultato delle variazioni che si producono nell’offerta e domanda di valute, come dollari, libra sterlina, ecc.
I cambiamenti nell’ offerta e domanda di divise dipende da due fattori chiavi: la domanda, per esempio, dipende dalle variazioni nelle importazioni e esportazioni di beni e servizi. Supponiamo che una ditta degli Stati Uniti bisogna acquistare prodotti provenienti dall’ Inghilterra per continuare la produzione. Il pagamento di queste merce dovrà farsi in libre sterline per cui la ditta americana dovrà acquistare la valuta inglese per fare il pagamento. Nello stesso modo gli importatori britannici dovranno fare la stessa procedura e comprare dollari per fare il pagamento.
La bilancia commerciale è un indicatore economico molto importante che mostra quale sia il livello dell’offerta e domanda di valute, giacché con le importazioni si produce una fuga di valute, mentre che con le esportazioni entrano valute al paese. Se la bilancia commeciale s’inclina verso l’Inghilterra questo indicherà che le importazioni della Gran Bretagna verso gli Stati Uniti superano le importazioni degli Stati Uniti verso l’Inghiletrra, per tanto, c’è più domanda di libre che di dollari, e questa situazione spingerebbe in su la valuta della Gran Bretagna, prodotto del deficit commerciale nordamericano.
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